FAI CALABRIA

 

 

 

FAI - Calabria

 

 

 

 

 

 

 

Prot. n.14/14                                     Reggio Calabria, 19 Ottobre 2014

 

 

Oggetto: Presenza Aethina T. nella piana di Gioia Tauro

  

 

- C.d.A FAI-Calabria,

- Soci FAI-Calabria,

- Apicoltori Calabresi

 

e P.C.

- Presidente FAI–Federazione Apicoltori Italiani - Roma

- Task-force Veterinaria Calabria


LORO SEDI

 

 

Dopo più di 40 giorni di lotta, portata avanti in collaborazione tra apicoltori e veterinari, crediamo e speriamo che la diffusione del parassita Aethina tumida sia ormai determinata.

 

Il posto è la piana di Gioia Tauro, un cerchio di 10 km di raggio. Ancora all’interno di questo cerchio ci sono apiari indenni e che risultano tali dopo 2 o 3 controlli ispettivi e per questo non abbattuti. Fuori dal cerchio e nel resto del territorio calabrese i controlli danno tutti esito negativo alla presenza del parassita.

 

I protocolli di contenimento – positività-abbattimento-distruzione-disinfestazione -, dovrebbero esaurirsi entro la prossima settimana, tant’è che sono già stati richiesti i primi nuclei trappola da sistemare in questa zona per le opportune verifiche.

 

FAI-Calabria e FAI Nazionale hanno condiviso e rispettato questi protocolli di intervento perché ritenuti necessari per l’apicoltura Calabrese prima e poi Italiana ed Europea. Non abbiamo mai pensato che l’arrivo dell’Aethina fosse “mal comune, mezzo gaudio”; abbiamo lavorato e lottato perché non diventasse un “male comune” e per questo impegno arrivano giornalmente segni di solidarietà dagli apicoltori di ogni parte d’Italia e dall’estero.

 

Non siamo mai andati alla ricerca del responsabile dell’introduzione del coleottero, visto che a ciò dovrebbero pensare le Autorità preposte; sicuramente abbiamo capito (e siamo liberi di pensarlo) che l’arrivo dell’Aethina è stato accidentale, ma la sua diffusione ha responsabilità oggettive e su queste responsabilità ricade la distruzione dei nostri alveari.

 

Questo fine settimana sarebbe servito per le necessarie riflessioni sugli interventi dei prossimi giorni, invece è stato dedicato alle risposte a diverse e contrastanti domande; circola infatti una voce (non vera) di abbattimenti di apiari negativi alla presenza dell’Aethina. Ribadiamo, a tal proposito, che non sono mai stati abbattuti apiari che all’ispezione sono stati trovati indenni.

 

Un’altra voce che circola è inerente alla inutilità degli abbattimenti (voce riportata  e di provenienza dal solito esperto che forse non ha mai visto una Aethina o i danni che essa produce).

 

Premettendo che la determinazione per l’abbattimento o meno degli apiari non è prerogativa degli apicoltori o delle loro rappresentanze - ma delle Autorità sanitarie che a loro volta eseguono quanto previsto dal decreto della Regione che a sua volta esegue quanto previsto dalle norme internazionali - nella seduta del CdA del 18 Settembre 2014, il Consiglio di FAI-Calabria al 2° punto dell’O.d.G ha deliberato all’unanimità di collaborare con le autorità sanitarie dietro specifica richiesta scritta.

 

 

 

 

 

 

Le motivazioni della suddetta collaborazione hanno origini diverse quali:

 

  1. La possibilità di eradicazione dell’Aethina dal comprensorio pianigiano poteva avvenire solo con l’ausilio degli apicoltori (parere espresso sia dai Commissari nominati da Bruxelles, sia dalla Task-force veterinaria).
  2. Il dovere sociale, come apicoltori, di proteggere le api nel resto dell’Italia e dell’Europa, era di fare tutto il possibile per circoscrivere la presenza del parassita in questa zona e nell’esclusivo interesse comune.

 

Tutto ciò è quanto è stato fatto finora sia dalla FAI-Calabria, sia dagli apicoltori associati, sia dagli altri apicoltori che hanno condiviso queste motivazioni. Gli altri, se sono di diversa opinione, sono liberi di seguire altre vie. Ma le loro scelte – laddove producessero iniziative in contrasto con i punti sopra richiamati – dovranno tradursi in una chiara e pubblica assunzione di responsabilità, specie nel caso in cui il parassita Aethina tumida dovesse manifestarsi fuori dalla zona di stretta sorveglianza decretata dalla Regione Calabria su indicazione del Ministero della Salute e della Direzione Generale della Salute, presso la Commissione Europea.

 

In fede,

 

 

Francesco Artese

Presidente FAI-Calabria

 

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